TELL

SPETTACOLO TEATRALE

Produzione: Teatro Sociale Bellinzona in coproduzione con Nucleo Meccanico 

Con il sostegno di: Cantone Ticino – Fondo Swisslos,  Amici del Teatro Sociale, Società Svizzera degli Autori

 2018/2019

di: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
con: Matteo Carassini, Igor Horvat, Silvia Pietta, Flavio Sala e Massimiliano Zampetti
e con la voce di: Margherita Coldesina
regia: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
scenografie: Alice De Bortoli e Denise Carnini
sound design: William Geroli
costumi: Marianna Peruzzo
light design: Paolo Battaglia
musiche: Andrea Manzoni
produttore: Gianfranco Helbling
produzione: Teatro Sociale Bellinzona – Bellinzona Teatro in coprod. con Nucleomeccanico, 2019

prima assoluta 2 maggio 2019

Le ossa di Guglielmo Tell sono state ritrovate. Appena finite le celebrazioni però sono scomparse. All’aeroporto internazionale Wilhelm Tell tre persone sono recluse in una stanza. Stanno per essere interrogate. Con loro un addetto alle pulizie. Qualche ora prima, mentre trasportava le valigie nella stiva di un aeroplano diretto a Istanbul, un camioncino si è rovesciato. Tre valigie si sono aperte; a terra delle ossa. Uno dei tre sospettati le stava trasportando. Chi sarà? Inviata a scoprire il tutto un commissario donna, a pochi giorni dal parto. Come se non bastasse, assieme alle ossa sono stati trovati 50 passaporti svizzeri con nomi arabi e dei piani con la scritta CERN. Risulta presto evidente che tutti quanti hanno qualcosa da nascondere e che nessuno in realtà è quello che appare.
Dopo “Prossima fermata Bellinzona” (2015) e “Kubi” (2017) il Teatro Sociale Bellinzona continua a indagare, con Flavio Stroppini e Monica De Benedictis, sui temi legati al territorio e all’identità. Per raccontare la quotidianità non si può non affrontare il condizionamento cui la paura ci sottopone. Questa si è ormai radicata nella vita delle persone, con un conflitto sempre più esportato nel nostro territorio. In quest’epoca di paura, il patriottismo diventa nazionalismo. La reazione è la ricerca di slogan o gesti clamorosi piuttosto che una riflessione sulle ragioni profonde che ci hanno portati a questo punto. Al giorno d’oggi, tutti così presi a giudicare il singolo evento o persona, ci dimentichiamo di considerare il terrorismo come una specie di disturbo mentale collettivo. “Tell” parla di noi, ticinesi e svizzeri del Terzo millennio in un mondo globalizzato, con i toni divertenti di una commedia ricca di colpi di scena, dove nulla è quello che sembra fino a una particolare resa dei conti finale.

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