Gwenstival

FESTIVAL RADIOFONICO

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Festival internazionale di musica e radiofonia

Produzione Gwenstival Festival Internazionale di Radiofonia

In coproduzione con Nucleo Meccanico, Swiss Internet Radio Gwendalyn, ZWEETZ – partner: Fondazione Svizzera per la Radio e la Cultura, Percento Culturale Migros, Chiasso Culture in movimento, Dicastero Giovani ed Eventi di Lugano, Repubblica e Cantone Ticino Fondo Swisslos

2013/2014

 

QUARTA EDIZIONE – 2013

Qualcosa d’altro, come un’interferenza. Questo il Gwenstival 2013, IV Edizione. No, non è uno scherzo. Senti, tu sogni ancora? Ascolti? Perché per un mese saremo assieme. Ci sovrapponiamo a quel che già esiste. Ci potrai ascoltare in FM e vedere ai concerti. Perché là fuori non sono solo file di pneumatici, caseggiati, strade, autostrade, ferrovie e sottopassi: non tutto è cemento! Il cemento non è tutto. Ti è mai venuto di pensare al mondo come a qualcosa di straordinario? A volta basta fermarsi. Come diceva quella poesia? “E se non puoi la vita che desideri cerca almeno di non sciuparla”. Dicono che interferenza sia intervento indebito, intrusione. Per noi è Comunicazione, la sperimentazione nel mondo liquido in cui viviamo. Un’interferenza per essere reali.
Qualcuno si lamenta perché non riesce a suonare il pianoforte come respira. C’è che non si può fare tutto. Bisogna fermarsi e condividere. Ascoltare e far ascoltare. Sognare e far sognare. Avere bisogno di bello. Combattere per sperimentare. Immaginiamo un’interferenza nel meccanismo del mondo. È il Gwenstival.


QUINTA EDIZIONE 2014

Per abitare un luogo dobbiamo mapparlo. Il processo solitamente si tramuta in un’illustrazione del territorio. Con la V Edizione del Gwenstival vogliamo tradurlo in suono. Noi siamo il luogo che abitiamo e il luogo che abitiamo siamo noi. Noi, con tutte le nostre esperienze. Viaggi, ricordi, cartoline di un altrove vissuto e sperimentato.
In questa edizione del Festival Internazionale di Musica e Radiofonia cartografiamo sonoramente il mondo nel quale da molti anni ci muoviamo.
Lo faremo riunendo le conoscenze artistiche e umane creando una rappresentazione simbolica ma veritiera di informazioni relazionate al nostro mondo.
Immaginiamo ogni programma, ogni installazione, ogni concerto della vita di Radio Gwendalyn come una visita su di un territorio sconosciuto, dove per la prima volta degli esploratori si sono ritrovati. Abbiamo centinaia e centinaia di fotografie sonore del mondo in cui viviamo, ma ancora nessuna mappa.
Ecco, faremo questo. Una grande mappa del nostro mondo.

Will: Ma perché?
Will: Perché dobbiamo ricostruire.
Will: Cosa c’è da ricostruire? C’è già tutto. Palazzi, strade, fogne.
Will: Non intendo quello. Hai mai pensato a quello che stiamo facendo?
Will: Non ti capisco.
Will: Spesso capita di fare, senza pensare troppo ai perché. Senza lasciare tracce.
Will: Lasciare tracce? 
Will: Sono anni che lavoriamo, creiamo programmi, progetti, raccontiamo storie, fondiamo altre radio…
Will: Radio Casvegno, Radio LiMe, Good Stuff Radio, …
Will: Fondiamo radio perché ci mancano radio. Perché quelle che ci sono non parlano della nostra
geografia: una geografia che ci determina dall’esperienza collettiva, come esseri umani definiti in primo luogo dalla cultura. Cerchiamo di entrare in mondi che non sono raccontati. Ci allontaniamo da ogni circoncisione definita dalla nascita…
Will: E’ la solita Utopia Will, l’audience non esiste se te la immagini e basta. Manca qualcosa. Manca tutto.
Will: No, manca una mappa. Una mappa per tutti quelli che vogliono fare sentire la loro voce. Una mappa che ci permetta di districarci in questa realtà di racconti “di superficie” nella quale viviamo.
Will: Inizio a capirti.
Will: Per capire veramente la dobbiamo fare. Altrimenti siamo solo noi che immaginiamo una mappa.
Will: Ma come possiamo “fare”?
Will: La suoniamo, unendo tutte le nostre competenze, tutti i nostri sguardi, tutte le nostre esperienze e invitiamo altri ad aggiungere le loro. Una Mappa Sonora della radiofonia alternativa. Così che tutti quanti, che nella radio ascoltano una possibilità di cambiamento, abbiano un modo di ritrovarsi.
Will: E da dove cominciamo?
Will: “…Io sol per loro
Calco quest’aspra via, solo per tutti
Spiando vo l’interminato abisso,
E per l’immenso Vôto un luogo io cerco
Che già predetto fu, che già creato
Esser dovrìa….”
Will: Cioè?
Will: Usciamo per strada e iniziamo a tracciare. La nostra mappa finale saranno le persone che hanno ascoltato il Gwenstival.

 

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