Il viaggio di Arnold

TRANSMEDIA PROJECT

www.ilviaggiodiarnold.ch

Produzione Nucleo Meccanico in coproduzione con Teatro Sociale Bellinzona 

Con il sostegno di: Radioadiotelevisione svizzera di lingua italiana Rete Due, La Regione Ticino, Sindacato del Personale dei Trasporti (SEV), Swiss internet Radio Gwendalyn, Gabriele Capelli Editore, Fondazione Svizzera per la Radio e la Cultura,  Repubblica e Cantone Ticino Fondo Swisslos

2012/13

 

un progetto di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

Il viaggio di Arnold è un progetto transmediale che unisce teatro, radiofonia, giornalismo e video.

Un viaggio, da Andermatt nel centro delle Alpi elvetiche, attraversando i Balcani, fino ad un’isola greca delle Piccole Cicladi, Iraklia, dove dimenticare e dimenticarsi. Sull’isola c’è un vagone ferroviario degli anni ’60 con la scritta Ferrovie Federali Svizzere, gli abitanti conoscono il nome Andermatt. Da Andermatt, al centro delle Alpi Svizzere, nel 1974, un uomo partì in sella a un trattore Hürlimann D70 con a rimorchio un vagone ferroviario. Il suo nome: Arnold Hunsperger. Nato poco dopo la Seconda Guerra e vissuto in due luoghi. Sulla montagna ed accanto al mare.

Arnold realizza un sogno: partire. Lasciare tutto quanto ed andarsene. Dove? Non ha importanza. È che il sogno si trasforma in incubo. Perché non è che uno perda i problemi abbandonando casa, non è che andandosene si risolva tutto. Si dimentica. Dimenticare significa anche essere dimenticati. Da un luogo si proviene. Capirlo potrebbe significare vivere, anche altrove. È questa la storia che ci ha affascinato. È così che siamo partiti. Oggi: 38 anni dopo. In due. Utilizzando mezzi pubblici. Incontrando gente e seguendo il vento. Un giorno dopo l’altro per cercare il significato di partire e arrivare. Qualcuno lo ha sentito dire che non appartieni ad un luogo se non ne vedi almeno sette tramonti. Forse è quello il senso. Camminando pensavamo a vento, aria, acqua e sale. Ogni giorno luoghi, colori, odori diversi. Il monologo è figlio del viaggio. Immagini e suoni nel testo non potevano essere descritti, perché registrandoli li avremmo portati nello spettacolo. Così come la musica. Musica per sovrapporre dinamiche e tessuti. Cercando mondi sempre diversi ma legati alla narrazione. L’abbiamo voluta sul palco: intromessa, presente e fondamentale alla storia. Storia che vive di immagini, che sono la memoria di Arnold. 8 metri di telo, come se le immagini fossero partorite dai ricordi di Arnold. Dettagli e grandi spazi, mescolati, ricostruiti, così da creare un continuo dialogo tra realtà e poesia. Immagini reali ma componenti interne e astratte al disegno dello spettacolo. Immagini come legante tra voce, musica e suono.

I suoni registrati trovano spazio nella narrazione a volte mescolati alla musica, a volte riportando con forza al monologo recitato. E infine la voce, che nel mezzo di linguaggi così diversi e approfonditi deve cercare una geografia di movimenti chiari, diretti, nitidi. Lo spettacolo è la ricerca di equilibrio. L’equilibrio necessario per appartenere ad un luogo, a se stessi. Lo chiamiamo monologo per attore, violoncello, immagini e suoni. Perché sono in quattro, là sopra, a raccontare.

E poi luce, per provare a immaginare, a sognare.


1. LA VOCE DI ARNOLD

Monologo per attore, violoncello elettrico, immagini e suoni di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

con Igor Horvat

Musiche dal vivo di Zeno Gabaglio

Allestimento teatrale di Roberto Mucchiut

Produzione: Nucleo Meccanico

Coproduzione: Teatro Sociale Bellinzona

Realizzato con il sostegno di: Fondazione Svizzera Radio e Cultura, Repubblica e Stato Cantone Ticino, SEV Sindacato Ferrovie Svizzere, Radio Svizzera Italiana ReteDUE, La Regione Ticino (quotidiano), Radiogwen

Durata 60 minuti

Il monologo è tradotto e rappresentato nelle lingue nazionali Svizzere (francese e tedesco) in modo da rappresentare nella Svizzera intera una storia che narra di identità. Lo sbocco a nord delle alpi è un’esigenza di giovani ticinesi professionisti in vari campi artistici (drammaturgico, teatrale, musicale, video e suono). Rapportarsi alla Svizzera è un occasione di crescita e di confronto. È l’occasione di mostrare il proprio lavoro.

2. I SUONI DI ARNOLD

Il viaggio di Arnold è una storia raccontata a parole, immagini e suoni; un appuntamento radiofonico, I suoni di Arnold, in onda ogni giorno feriale dal 9 luglio al 1° agosto 2012 sulla Radio Svizzera italiana Rete Due. Le puntate sono state registrate (ripresa audio di suoni e di contributi) e montate in viaggio. Sono disponibili in podcast sul sito RSI RETEDUE. Musiche originali di Zeno Gabaglio e Andrea Manzoni.

3. LE PAROLE DI ARNOLD

Il viaggio di Arnold è un reportage, Le parole di Arnold, appuntamento settimanale (mezza pagina) sul quotidiano “laRegione Ticino” (a partire dal 13 luglio, per quattro settimane e una pagina di presentazione).

4. GLI INCONTRI DI ARNOLD

Seguendo le tracce del trattore e del vagone di Arnold (www.ilviaggiodiarnold.ch) si incontrano personaggi particolari, storie, leggende e realtà. Ministri, tuffatori e un concerto di gaida. Tutto si mescola, anche le lingue. Capire e capirsi. Interviste in inglese, bosniaco, macedone e un poco di italiano. In onda su http://www.radiogwen.ch.

5. IL VAGONE DI ARNOLD

Archivio di suoni registrati in viaggio da scaricare in copyleft dal sito http://www.ilviaggiodiarnold.ch

In allestimento sul sito.

6.WEB

Sul sito ogni informazione riguardante il progetto e i collegamenti a tutte le aree narrative. Il tutto con una grafica particolare e dedicata al viaggio. Sulla piattaforma, altri contenuti dedicati:

7. NEW MEDIA

Arnold in Facebook_ http://www.facebook.com/ArnoldHunsperger Arnold in Twitter_ https://twitter.com/#!/Arnoldinviaggio

8. GLI OCCHI DI ARNOLD

Documentario video sulla realizzazione di un progetto radiofonico. Selezionato al Trieste Film Festival 2013

Durata: 5 minuti

9. IL VIAGGIO DI ARNOLD

Pubblicazione in quattro lingue. Gabriele Capelli Editore

Esiste una mappa ben disegnata nell’aria e un punto ben definito, ancora sconosciuto, ma ben definito. È l’arrivo. Un viaggio, da Andermatt nel centro delle Alpi elvetiche, attraversando i balcani, fino ad un’isola greca delle Piccole Cicladi, Iraklia, dove dimenticare e dimenticarsi.  Sull’isola c’è un vagone ferroviario degli anni ’60 con la scritta Ferrovie Federali Svizzere, gli abitanti conoscono il nome Andermatt. Da Andermatt, al centro delle Alpi Svizzere, nel 1974, un uomo partì in sella a un trattore Hürlimann D70 con a rimorchio un vagone ferroviario. Il suo nome: Arnold Hünsperger, nato poco dopo la Seconda Guerra e vissuto in due luoghi. Sulla montagna ed accanto al mare.

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